GERARDO DE MEO (SCULTORE -SCULPTOR)

 GERARDO DE MEO (SCULTORE - SCULPTOR)

Il muro siamo noi , 2020 resina e gesso

“L'arte? L'arte nasce da un moto sincero dell'anima, come acqua limpida di una sorgente che non può essere inquinata” diceva Emilio Greco.

È stato proprio dopo l’incontro con questo grande maestro che De Meo ha iniziato a dedicarsi alla scultura.

Nato a Maranola (Latina) nel 1946, ha scelto di dedicare la vita alla bellezza.

Durante gli anni liceali ha avuto come docente il noto pittore Giancarlo Isola; all’Accademia di Napoli e Roma conosce i maestri Giovanni Brancaccio e Franco Gentilini.

Impegnato in una ricchissima attività, è coinvolto ad occuparsi di arte sacra.

Oltre alle statue, alla via Crucis e alle medaglie, si distingue per la manifattura di numerose porte di bronzo. Tra quest’ultime da ricordare la porta della Riconciliazione e della Pace a Maranola, le porte della cattedrale di Isernia, di San Francesco a Lisbona, della Collegiata di Amaseno (FR), del SS.mo Salvatore a Ripi (FR) e di Grazzanise (CE).

L’artista s’ispira alle storie della Bibbia, che affianca agli episodi di cronaca, ai personaggi di attualità, ottenendo risultati armoniosi ed equilibrati.

Sempre nelle chiese si è occupato di progettazione di altari, amboni, leggii e fonti battesimali.

Ha eseguito vari monumenti come quello ai caduti a Rialto di Formia, al Presepe Vivente a Maranola, al Carabiniere a Scauri ed alle Quattro Statue della Trinità a Gaeta. L’artista ha ricevuto numerosi riconoscimenti, prestigiose critiche e molte sue opere sono in Italia e nei paesi stranieri.

Autore di varie monografie storiche artistiche, promuove anche eventi culturali per valorizzare il suo territorio.

Sebbene ancorato alla tradizionale scultura, presenta un linguaggio moderno e personale. Ama rappresentare a tutto tondo, per la statuaria inizialmente si è ispirato a quella di Emilio Greco e per  i bassorilievi a  quelli di Manzù.

Artista versatile e creativo, tratta il bassorilievo come se fosse un dipinto, dove con rapide pennellate delinea figure, sottolinea espressioni ed esalta la gestualità.  

Nella statuaria, si distingue per la ricercatezza dei soggetti e per la morbidezza dei panneggi.

L’inserimento e l’attenzione che mostra per i personaggi contemporanei, caratterizzano una scultura profondamente partecipe del proprio tempo.


L’ARTISTA SI RACCONTA

I primi ricordi legati all’arte risalgono alla fanciullezza, quando mi divertivo ad impastare l’argilla che rimediavo nel terreno vicino casa, per fare piccole statuine.

Ho studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e Roma dove ebbi il piacere di incontrare illustri insegnanti. Per molto tempo mi sono occupato di pittura ma, quando ho conosciuto Emilio Greco, mi sono dedicato quasi esclusivamente alla scultura. È stato un grande maestro, autore di indimenticabili opere.

Nel frattempo iniziai a lavorare come docente nelle scuole pubbliche, senza comunque perdere di vista la mia passione.

Mi sono occupato di sculture, medaglie commemorative ma le opere primarie sono state le porte delle chiese realizzate tutte in bronzo. Uso una tecnica che richiede una lunga elaborazione, ma riesce sempre ad entusiasmarmi quando vedo un progetto prendere vita.

Un critico d’arte mi ha definito “scultore della luce” perché, proprio come un pittore, scelgo le figure che voglio far emergere.

Mi sono occupato prevalentemente di arte sacra, ho fatto quattordici porte che ho voluto caratterizzare inserendo personaggi contemporanei. Ritengo sia fondamentale fare un parallelo tra gli episodi biblici e la realtà circostante, credo che in fondo sia un modo per avvicinare anche i non credenti.

In alcune opere è inserita la figura di Madre Teresa, una figura alla quale sono molto legato, simbolo di Carità.

L’arte sacra è un’esperienza spirituale con la quale intendo trasmettere fede e serenità.

 

GERARDO  DE MEO (SCULPTOR)

"Art? Art comes from a sincere motion of the soul, like clear water from a spring that cannot be polluted "said Emilio Greco.
It was after the meeting with this great master that De Meo began to devote himself to sculpture.
Born in Maranola (Latina) in 1946, he chose to dedicate his life to beauty.
During his high school years he had as a teacher the well-known painter Giancarlo Isola; at the Academy of Naples and Rome he met the masters Giovanni Brancaccio and Franco Gentilini.
Engaged in a very rich activity, he is involved in dealing with sacred art.
In other than for statues, the Via Crucis and medals,  he stands out for the manufacture of numerous bronze doors. These include the gate of Reconciliation and the one of peace in Maranola, the gates of the Cathedral of Isernia, St. Francis in Lisbon, the Collegiate Church of Amaseno (FR), the SS.mo Salvatore in Ripi (FR) and Grazzanise (EC).
The artist is inspired by the stories of the Bible, which he combines to some episodes from the news, to the current characters, obtaining harmonious and balanced results.
Also in churches he was involved in the design of altars, amboni, lecterns and baptismal sources.
He has made various monuments such as the one to the fallen in Rialto di Formia, to the Living Nativity scene in Maranola, to the Carabiniere in Scauri and The Four Statues of the Trinity in Gaeta.
The artist has received numerous awards, prestigious criticisms and many of his works are exposed in Italy and foreign countries.
Author of various historical-artistic monographs, he also promotes cultural events to enhance his territory.
Although anchored to traditional sculpture, it presents a modern and personal language. He loves to represent all round, the statuary was initially inspired by the one of Emilio Greco while the bas-reliefs by the ones of Manzù.
As a versatile and creative artist, he treats bas-relief as if it was a painting, where with rapid brushstrokes he outlines figures, emphasizes expressions and enhances gestures. In statuary, he stands out for the refinement of the subjects and by the softness of the draperies.
The insertion and care he shows for contemporary characters, characterize a sculpture deeply participating in its time.

THE ARTIST TELLS HIMSELF

The first memories related to art date back to my childhood, when I enjoyed kneading the clay that I took from the ground near the house, to make small figurines.
I studied at the Academy of Fine Arts in Naples and in Rome, where I had the pleasure of meeting illustrious teachers. For a long time I have been involved in painting but when I met Emilio Greco I devoted myself almost exclusively to sculpture. He was a great master, author of unforgettable works.
In the meantime I started working as a teacher in public schools, without losing sight of my passion.
I dealt with sculptures, commemorative medals but the main works were the doors of the churches made all in bronze. I use a technique that requires a lot of processing, but always manages to excite me when I see a project come to life.
An art critic called me a “sculptor of light” because, just like a painter, I choose the figures I want to bring out.
I mainly dealt with sacred art, I made fourteen doors that I wanted to characterize by inserting contemporary characters. I think it is essential to draw a parallel between biblical episodes and the surrounding reality, I believe that it is a way to catch the attention of non-believers too.
In some works is inserted the figure of Mother Teresa, a figure to whom I am very attached, a symbol of charity.
Sacred art is a spiritual experience with which I intend to transmit faith and serenity.

Annunciazione , 1994 particolare Porta della chiesa di Lisbona, bronzo 


Porta dell'Assunta, 1995, Colleggiata di Amaseno (FR), bronzo


Natività, 2000 particolare porta della Redenzione di Ripi (FR), bronzo 



      La Carità di Madre Teresa, 2002, particolare della porta laterale, Cattedrale di Isernia, bronzo



"La scultura, quando trasforma il luogo in cui è posta, ha veramente una valenza testimoniale del proprio tempo, riesce ad improntare di sé un contesto, per arricchirlo di ulteriori stratificazioni di memoria". ( Arnaldo Pomodoro)

Sculpture, when it transforms the place where it is placed, really has a testimonial value of its time, manages to imprint a context, to enrich it with further stratifications of memory”. ( Arnaldo Pomodoro)


Curato da /Curated by Alessandra Bartomioli


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