ROBERTO MANNINO (SCULTORE ED INCISORE - SCULPTOR AND PRINTMAKER)

 ROBERTO MANNINO (SCULTORE ED INCISORE -SCULPTOR  AND PRINTMAKER)

Scenario, 2013 carta di abaca ,istallazione permanente Palazzo Poli, Roma 

Risale a circa 2000 anni fa l’uso di creare la carta con di fibre naturali che l’artista Roberto Mannino continua a sperimentare.

Classe 1958, nasce a Roma da madre americana e padre italiano.

Mentre frequenta il liceo artistico, all’età di 16 anni lavora per sei mesi nella bottega del noto artista Riccardo Tommasi Ferroni, dove prepara le lastre per le sue incisioni.

Studia storia dell’arte all’Università e poi a 21 anni si trasferisce per due anni negli Stati Uniti, dove apprende scultura e incisione e si laurea alla Rhode Island School of Design di Providence nel 1980.

Al rientro apre a Roma un laboratorio per dedicarsi a tempo pieno all’incisione calcografica per sei anni, quindi torna alla scultura, ma questa volta utilizzando materiali morbidi e flessibili, come il vimine, la corda, il caucciù e in particolare tele estroflesse su strutture in legno.

Si laurea in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1990.

Nel 1996, in seguito a un corso all’estero, inizia a lavorare la carta a mano.

Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all'estero ed è autore di svariate collaborazioni con riviste e pubblicazioni riguardanti la lavorazione della carta.

Ha insegnato Papermaking alla Cornell University di Ithaca NY nel 1996, e tecniche di stampa al Maryland Institute College of Art di Baltimora nel 2008.

Vive e lavora a Roma dove insegna Scultura e Papermaking presso la Temple University e la Loyola University; è docente di scultura del legno presso la Scuola Arti e Mestieri del Comune.

E’uno dei pochi artisti italiani che realizza carta a mano e che s’ingegna a trasformarla al punto da farla sembrare gomma, legno, metallo e persino vetro.

Artista versatile e dalla fervida creatività, spazia dai rilevi a sculture, installazioni, filigrane, libri d’artista, incisioni e xilografie, per lo più di matrice astratta.


    L’ARTISTA SI RACCONTA



Studio dell'artista



                        Macchina Olandese -  Hollander


Ho sempre avuto delle buone capacità manuali e la passione per l’arte, per questa ragione dopo il liceo ho scelto la scultura e l’incisione.

Nel 1996, in seguito a un corso all’estero, ho conosciuto il papermaking, ovvero la lavorazione della carta a mano e, preso dall’entusiasmo, trasformai il mio studio di scultura in una piccola cartiera, e da allora non ho più smesso, sovrapponendo la mia passione per la scultura e l’incisione al fare carta.

La lavorazione della carta è lunga e complessa, si replicano gli stessi passaggi di una cartiera a mano tradizionale ma in scala ridotta ed innovativa. Valgono la qualità e le idee, non il numero della produzione di fogli.

Solitamente disegno i passaggi tecnici da seguire, come fossero tracce grafiche sul processo stesso del fare carta; quindi scelgo le fibre, il cotone morbido, l’abaca setata, il lino e la canapa e, dopo una prima fase di impasto, le raffino nel cilindro olandese. Si tratta di una macchina inventata nel ‘600, che serve a sfibrare l’impasto di fibre per un tempo che potrà variare, dalla mezz’ora fino alle dieci ore.

Una volta ottenuta la pasta idonea, la si diluisce in gran quantità d’acqua, si formano i fogli alla maniera Fabrianese o si versa in vari modi l’impasto nei setacci, dove l’acqua filtra e le fibre si dispongono a formare fogli per feltrazione. Passo poi alla pressatura idraulica e all’asciugatura ad aria ventilata.

Altre fasi di produzione riguardano il fissaggio dei colori, l’uso di stencils e filigrane e la realizzazione di strutture 3D per sostenere le forme scultoree, il tutto sempre assecondando la natura delle fibre.

La lavorazione della carta a mano è un’avventura continua, un lavoro che si autocelebra citando la sua storia. Mi sento un po’ come uno chef che sceglie accuratamente gli ingredienti e segue le fasi di preparazione, ma soprattutto ama sperimentare. A volte mi torna in mente una frase del film Ratatouille della Disney, dove il protagonista diceva: “L'alta cucina non è una cosa per pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l'impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore; chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi”.

Il mio è un costante dialogo con la natura che mi trasmette energia positiva e rigeneratrice, forse per questo quando lavoro continuo ad emozionarmi…

ROBERTO MANNINO (SCULPTOR AND PRINTMAKER)

Papermaking with natural fibers it is an almost 2000 years old craft, Roberto Mannino is still experimenting with such medium. 

He was born in 1958 from American mother and Italian father. 

At age 16, while attending the artistic high school, had his first internship, working in Intaglio printmaking for the painter Riccardo Tommasi Ferroni. 

At age 21, after attending the Rome Sapienza University, Art History major, moves to the States to study Sculpture and Printmaking, getting a BFA in 1980 from the Rhode Island School of Design in Providence, RI.

Back in Rome Mannino opens a studio lab focusing on Intaglio printmaking for six years, then shifts his interest into fiber sculpture, mainly working with stretched canvases on wood structures. Obtains an Italian BFA at the Rome Academy of Fine Arts in 1990. 

Starts Papermaking as an art practice in 1996, after attending a workshop at Carriage House, Brookline, MA.

His work has been exhibited widely; he did also collaborate with HPM Magazine with papermaking related articles. He has taught Papermaking in 1996 at Cornell, Ithaca, NY, Papermaking and Printmaking at MICA, Baltimore, MD in 2008.

Lives and work in Rome, teaching Papermaking and Sculpture at Temple University Rome TUR and Sculpture and Drawing at Loyola University JFRC; he is also teaching Woodcarving at the Rome Arts and Craft School.

One of the few Italian Artists that makes his own papers and treats it to resemble rubber, wood, metal and even glass. 

A quite versatile artist, his production ranges from relief to sculptures, Installations, watermarks, artist books, etchings and woodcuts, mostly within an abstract attitude.

 THE ARTIST SPEAKS ABOUT HIMSELF

I always had an interest in the Arts and a fair manual attitude, so after high school I did choose Sculpture and Printmaking as a field.

In 1996 I started papermaking on my own after attending an intensive workshop, and I literally turned my studio into a small papermill, starting that interaction between handmade paper with Sculpture and Printmaking that is still going on.

The paper making process is slow and complex, you do replicate the same steps of a professional handmade papermill but on a smaller scale, what matters is having innovative ideas and the quality of your equipment, not a massive commercial sheet production.

I do start by sketching out diagrams of the process sequence, to clarify myself on which step to follow, then you choose your fibers, the bulky cotton, the silky abaca, the smooth linen and the rough hemp; first hydrate them then start to refine them in the Hollander, a machine invented in the sixteen hundred, for many hours.

Once you reach the desired refinement, you dilute the slurry and then you can start sheet-forming western style, or pour into large moulds, the so-called Nepalese system, finally either air dry or press and restrain dry the sheets.

Other fundamental steps are the coloring and fixing of fibers, the cutting (by hand or laser) of various stencils and the building of appropriate 3D support and structures, always considering the properties of the individual fibers.

Papermaking is a continuous, adventurous challenge, each time celebrating itself as a magical memento. I feel like a chef that chooses the appropriate flavors for his recipes. I recall a main actor phrase in Disney’s Ratatouille movie: “Haute cuisine is not a job for cowards; you need fantasy, need to be brave and even attempt unheard things, do not let others draw your limits which should only be drawn by your heart and will; anyone can cook, but only intrepid ones can succeed.”

I have a constant dialogue with the nature of things  which conveys a positiveand revitalizing energy, which nourishes any creative act related to it.


Uniform, 1994 carta di jeans


Waterworks, 2003, istallazione cotone, abaca e filigrana


Dalla Graphite Suite Grafite - From the Graphite Suite 2010 carta di lino e grafite    



Le vele- The Sails 2013, carta di abaca e acciaio istallazione permanente Palazzo Poli  Roma


 Bamboos 1986, Ximonocalcotipo   stampa a rilievo da xilografia  


 Verdi campi-  Green fields  - xilare, 1987 -Ximonocalcotipo   stampa a rilievo da xilografia 



Egocentrica, 2008, stampa da fotopolimero calcografico



Libro carta - Artist book 2017, carta di canapa

 Silver ghosts, 2020, carta di lino, collage, grafite


Acqua cheta fete, Vedi di far carte!

Still waters rots,  Go and make papers!


Curato da Alessandra Bartomioli


https://www.facebook.com/roberto.mannino.

https://www.instagram.com/robermann_58/

https://www.youtube.com/watch?v=XOmonq98t4s

https://www.barbaralandes.com/roberto-mannino

https://vimeo.com/249076327

https://vimeo.com/249077628

https://youtu.be/8SoXXN02sec

https://www.linkedin.com/pub/dir/Roberto/Mannino

https://rome.temple.edu/team_mf/roberto-mannino/

 




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